Raffinata con la sua Piazzetta, i Faraglioni, la passeggiata su via Camerelle o via Krupp, Capri invita il mondo intero per soggiorni slow, all’insegna dell’eleganza.

Si può godere della luce caprese salendo in funicolare ad Anacapri per ammirare dall’alto del Monte Solaro, i Golfi di Salerno e di Napoli. Qui si può visitare Villa San Michele che ospita, la casa museo con testimonianze della vita e dell’opera del medico e scrittore Axel Munthe che elesse Anacapri a suo buen retiro.

Al ritorno è piacevole fare una sosta in Piazzetta per respirare l’atmosfera della dolce vita per un aperitivo, un caffè, una fetta della celebre e tipica torta caprese preparata con cioccolato e mandorle.

A due passi da qui ci sono ristoranti e trattorie di tradizione in cui si servono i ravioli capresi: quadrati di pasta cotta, ripieni di formaggio, basilico e maggiorana e conditi con pomodoro fresco. Un piatto che ad ogni boccone regala tutto il sapore del Sud.

Arrivando fino a via Krupp si possono visitare i Giardini di Augusto, scrigno di piante, erbe e fiori che compongono il bouquet di macchia mediterranea dell’isola azzurra.

Per uno shopping alla moda si può scegliere tra le vetrine delle più importanti firme italiane, affacciate su via Camerelle, proseguendo alla fine di via Tragara, affacciati sul belvedere, si gode della spettacolare vista sui Faraglioni.

I Faraglioni sono picchi di roccia che emergono dal blu dell’acqua cristallina: quello in prossimità della costa si chiama Stella, quello cavo e più piccolo di tutti è conosciuto come Faraglione di Mezzo, il terzo si chiama Scopolo ed è l’habitat della lucertola azzurra, piccolo rettile che, per mimetizzarsi, ha assunto i colori isolani.

Che si venga qui per un giorno o per un soggiorno più lungo, Capri consegna ad ogni ospite il suo elegante fascino e la sua magia che, dall’imperatore Tiberio ad oggi, appare intatta nel tempo.

Ricca, ricchissima di vegetazione che cambia le tonalità e i profumi col mutare dei venti di mare e delle stagioni, Ischia, è chiamata l’Isola Verde per i suoi giardini, curati ed accoglienti.

Fra quelli aperti al pubblico, molti sono parchi termali: dal Negombo ai Poseidon, a quello naturale di Sorgeto, con tanto verde in superficie che corrisponde ad una grande disponibilità di preziose acque termali che attraversano il sottosuolo ed emergono per la gioia e il benessere dei turisti. 

Regalano un gran piacere a tutti i sensi i Giardini della Mortella, fra i più belli al mondo secondo autorevoli riviste di settore.

Si trovano a Forio, divisi su due livelli, contano migliaia di piante mediterranee e tropicali. Dal raro Gingko biloba, celebrato da Goethe, alla Victoria amazonica, famosa pianta acquatica dai fiori che cambiano colore secondo le ore della giornata.

Il Castello Aragonese con la sua sagoma imponente, che domina la baia di Cartaromana, è il simbolo storico di Ischia. Le sue origini stratificate nei secoli, sono greche e si sono arricchite delle tendenze architettoniche romane e aragonesi. 

Dagli inizi del Novecento è proprietà privata della famiglia Mattera che lo gestisce. È sempre aperto e ospita eventi culturali.

La candida facciata della Chiesa del Soccorso a Forio è uno dei monumenti più fotografati dai turisti. Affacciata su un promontorio a picco sul mare, racchiude diversi stili architettonici testimoniando il passaggio di diverse popolazioni. Di grande suggestione la raccolta degli ex-voto donati dalle donne dei marinai in segno di grazia ricevuta.

Poco lontano si staglia il Torrione di Forio, punto di avvistamento e di difesa dalle incursioni dei Saraceni.

Una ricca raccolta di reperti esposti nel Museo archeologico di Pithecusae

testimonia il periodo ellenico, il pezzo più pregiato e famoso è la Coppa di Nestore, un vaso con una delle più antiche scritte in greco e che gli storici fanno risalire all’epoca di Omero.

L’offerta gastronomica ischitana offre un ventaglio di scelte per tutti i palati e per tutte le tasche: si va dalla cucina d’autore di Nino di Costanzo, chef insignito direttamente dalle due stelle Michelin, a tanti ristoranti classici, a trattorie a conduzione familiare.

Piatto tipico è il coniglio all’ischitana con la carne cotta nel tegame di terracotta con pomodorini, erbe aromatiche e spezie, con il sugo poi usato per condire i bucatini.

Fra i dolci è famoso il cornetto ischitano, che vede sovrapposte pasta brioche e sfoglia in un vero trionfo di golosità ripieno di crema e amarena.

Ricca la carta dei vini bianchi frutto dei vitigni tipici isolani: Biancolella, Forastera e Piedirosso, da cui si ricavano gli omonimi vini.

Procida è la capacità di collegarsi al tempo ritrovato, è l’isola che non isola. Nel momento stesso dello sbarco, ti avvolge nel suo ritmo lento fatto di persone e di luoghi. Prima ancora che della Cultura per il 2022, è stata, è e sarà Capitale di relazioni, di inclusione, di cura e amore per l’ambiente marino e storico. Va vissuta preferibilmente a piedi, seguendo gli odori e i sapori che ti accolgono già a Marina Grande con il suo caratteristico Centro Storico affacciato sul Porto e, poco più in là, la spiaggia attrezzata di Silurenza. Proseguendo verso l’interno, in lieve salita, si arriva a piazza dei Martiri con la sua terrazza che domina il lato orientale dell’isola. Prologo della panoramicissima Terra Murata, l’antica città fortificata con il castello d’Avalos e l’Abbazia di San Michele. È la cosiddetta “montagna”, punto più alto e borgo medievale arroccato su un promontorio di tufo a picco sul mare, che per secoli è stato l’unico nucleo abitato di Procida. 

Percorrendo la strada che scende si arriva alla Corricella, il coloratissimo borgo di pescatori dove tutto è autentico e genuino, anche i caratteristici locali nei quali è possibile mangiare a un metro dal mare. Case che sembrano dipinte coi pastelli: rosa, bianco, azzurro e verde, con porticine e finestrelle perennemente aperte. Un presepe marino, ma anche una storica location letteraria e cinematografica: qui fu allestito negli anni Cinquanta il set della casa di “Graziella”, il film tratto dall’omonimo romanzo di Lamartine; e qui, quarant’anni dopo, fu girato “Il postino”, ultima pellicola di Massimo Troisi. 

Le spiagge più famose sono Chiaia e Chiaiolella. La prima garantisce, grazie alla scogliera e al fondale poco profondo, una maggiore fruibilità per le famiglie che vi arrivano munite di ombrellone e sdraio poiché l’arenile è per la maggior parte libero, anche se esistono delle zone attrezzate con dei lidi.

La Chiaiolella è invece la spiaggia più estesa dell’isola, spazi aperti si alternano agli stabilimenti balneari. Partendo da questa zona, si sale su una stradina stretta che costeggia un’area residenziale che affaccia sul lato sinistro della darsena. Si prosegue in una promenade che, tra ville con giardini a picco sul mare, natura e scorci mozzafiato, arriva a Punta Solchiaro, il promontorio più a sud di Procida‬ da cui ammirare Terra Murata e la terraferma da un punto di vista unico.

Altro luogo sospeso nel tempo e nello spazio è Vivara, riserva naturale collegata da un vecchio ponte alla “terraferma” di Procida. Verde e incontaminata, quest’area è popolata da una flora e una fauna selvagge che custodiscono reperti archeologici di origine micenea.

Tra natura e cultura, Procida ispira e inventa atmosfere che attraversano intatte gli effimeri e modaioli trend. È la sintesi perfetta della Campania che, nella sua unicità, ovunque e in ogni stagione riesce a stupire e sorprendere il viaggiatore.